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19 agosto 2013

La privacy per e-mail

A volte capita che, parlando con la gente di Google e GMail, faccia la figura dell'hippie che odia qualsiasi società abbia più di 10 impiegati. Quando la gente mi vede usare DuckDuckGo, purtroppo, il discorso è inevitabile. Che rispondere alla fatidica domanda: "Perché non usi Google e basta?". Come se bastassero due parole per rispondere.

Non ho mai avuto GMail, per il semplice motivo che all'inizio ti invadevano con la pubblicità, e alla fine anche se in modo meno apparente la pratica continua. Tanto che persino Microsoft, forte di Hotmail, si sente nella posizione di rilasciare critiche pubbliche contro la scarsa trasparenza di Google. Trovate di marketing che ricordano il vecchio detto "il bue che dice cornuto all'asino". Senza divagare, io GMail non l'ho mai avuto. Un servizio che ho sempre trovato ottimo, anche se non perfetto è, o meglio era, Lavabit: assistenza tecnica impeccabile, grafica pulita, periodi di downtime nulli, free, rispettosi della privacy, mille e mille opzioni disponibili. Questo fino a qualche giorno fa, quando l'home page del sito è stata sostituita da questo testo:

My Fellow Users,

I have been forced to make a difficult decision: to become complicit in crimes against the American people or walk away from nearly ten years of hard work by shutting down Lavabit. After significant soul searching, I have decided to suspend operations. I wish that I could legally share with you the events that led to my decision. I cannot. I feel you deserve to know what’s going on--the first amendment is supposed to guarantee me the freedom to speak out in situations like this. Unfortunately, Congress has passed laws that say otherwise. As things currently stand, I cannot share my experiences over the last six weeks, even though I have twice made the appropriate requests.

What’s going to happen now? We’ve already started preparing the paperwork needed to continue to fight for the Constitution in the Fourth Circuit Court of Appeals. A favorable decision would allow me resurrect Lavabit as an American company.

This experience has taught me one very important lesson: without congressional action or a strong judicial precedent, I would _strongly_ recommend against anyone trusting their private data to a company with physical ties to the United States.

Sincerely,
Ladar Levison
Owner and Operator, Lavabit LLC

Defending the constitution is expensive! Help us by donating to the Lavabit Legal Defense Fund here.

Le striscie di Dilbert di martedí e mercoledí scorsi sono quanto mai azzeccate. Difficile fidarsi di chiunque insomma, visto il consiglio finale di Ladar Levison. Ancora più difficile fidarsi di chi sull'intrusione nella privacy ci ha costruito un business. Per chi ha orecchie per intendere: crittografate le vostre mail sempre quando potete.

15 luglio 2013

Lineamenti ingannevoli

Quando vedo Roberto Calderoli non riesco a non pensare a un cazzo. Mi vengono in mente tutti i rifugiati di guerra degli anni '20, '30 e '40 che si vergognavano di far capire che erano Italiani, perché a quei tempi gente come Roberto ne era pieno il governo, senza smentite né opposizioni. Non lo sto paragonando a un cazzo, ne ha i lineamenti. Questo è quello che lo rende tale, il fatto che lui, cittadino di un Paese fallito, senza un briciolo di credibilità né dignità, si senta nella posizione di insultare altri. Chissà se qualcuno gli ha mai fatto notare che il barbone è lui.

14 maggio 2012

Sempre più giù

Tempo fa avevo un'amica con cui mi piaceva parlare del più e del meno. Una volta, parlando degli scontri a Roma, mi mostrò un sito su cui si vedeva chiaramente che fra i "violenti" nella folla c'erano infiltrati della polizia, a far cosa questo non si sa, ma di certo non il loro lavoro. "Che roba", dissi, "ormai i politici italiani più in basso di così non ci possono andare". E lei: "Dagli un po' di tempo e vedrai che ci riescono!"

Direi che aveva ragione questa mia amica, le hanno addirittura superato le aspettative! Sorvolando sulle prepotenze in Val di Susa, che ormai hanno fatto capire a tutti che sotto c'è qualcosa di davvero marcio, vorrei invece parlare del Sig. Napolitano.

È di questi giorni la notizia della denuncia contro ignoti per vilipendio al capo dello Stato. Dall'alto non sono riusciti a far passare le leggi per la chiusura dei blog ma niente panico: si può sempre ricorrere a qualche cavillo per reprimere.

Ricordo un racconto di mio nonno, in cui mi raccontava di un episodio capitatogli al lavoro: un giorno il suo direttore ricevette una lettera anonima in cui si faceva riferimento a diffamazioni e idee sovversive contro Mussolini da parte di mio nonno. Naturalmente non era vero, ma a quel tempo uno sgambetto del genere poteva costare il posto di lavoro, magari la prigione, o comunque un brutto quarto d'ora.
Oggi, e per fortuna ancora in forma meno marcata, si rischia di farsi sguinzagliare addosso la polizia postale.

Perché il Sig. Napolitano non si cura invece delle denunce, piuttosto gravi tra l'altro (alto tradimento e attentato alla costituzione), che si trova a suo carico? Perché invece di cercare di far meglio il suo mestiere e guadagnarsi il rispetto di tutti come faccio io si mette invece a denunciare chi lo prende in giro per le sue minchiate?
Il problema non è chi insulta (anche se a volte la gente ci va davvero pesante), ma il motivo. Il capo dello Stato, per definizione, è oltre le parti. Questo non significa essere amico del centro-destra e della sinistra moderata, bensì giudicare imparzialmente i fatti. Se la gente non vuole il TAV ma il governo manda la polizia a fare casino, dovrebbe lanciare un avvertimento, dovrebbe dare uno stop prima che si cada nella dittatura.

Il capo dello Stato, dall'alto della sua imparzialità, dovrebbe commentare equamente tutti i partiti, per quanto folli, per rispetto a chi ne appoggia le idee. Il rispetto si guadagna. Se non lo si da, non se ne ottiene in cambio, e in questo caso specifico Napolitano ha mancato di rispetto ad una grossa quantità di gente. È un gioco di deficienti, in cui si guarda solo alla cima della catena causa-effetto. Leggere le reazioni dei politici sui giornali è come chattare con Eliza, e vi consiglio di provare l'esperienza se non l'avete mai fatto. Forse è proprio questo il segreto della loro bravura nel grattare il fondo sempre di più.